La Nuova Sardegna

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La Nuova Sardegna è il più diffuso quotidiano del nord Sardegna, fondato nel 1891 a Sassari da Giuseppe Castiglia ed Enrico Berlinguer, nonno dell'omonimo ex segretario del PCI.

Oltre che a Sassari ha redazioni[1] a Cagliari, Nuoro, Olbia e Oristano e uffici di corrispondenza ad Alghero e Tempio Pausania.

Dal 1980 fa parte del Gruppo Editoriale L'Espresso.

 

 

Storia

La Nuova Sardegna è nata il 9 agosto 1891, fondata da un gruppo di intellettuali e politici democratico-progressisti, tra cui Enrico Berlinguer, Pietro Satta Branca, Antonio Stara, Giuseppe Castiglia, che volevano creare un giornale per le elezioni comunali dello stesso anno. La nascita del quotidiano sassarese si può quindi paragonare col suo maggiore concorrente regionale di sempre, L'Unione Sarda, anch'esso nato per le elezioni comunali, a differenza del quale i fondatori della Nuova ebbero un importante successo elettorale. Diventa quotidiano il 17 marzo 1892.

Durante il regime fascista assume fortemente una linea politica antifascista, che portò a 17 sequestri del giornale fino alla sua chiusura nel 1926.

Le pubblicazioni riprendono nel 1947. Nel 1967 il quotidiano viene ceduto all'imprenditore Nino Rovelli, il quale aveva acquistato anche L'Unione Sarda. Nel 1980 il quotidiano viene acquistato dal Gruppo Editoriale L'Espresso.

Alle sue pagine culturali hanno collaborato e collaborano significativi intellettuali sardi e continentali, da Enrico Costa ad Antonio Pigliaru, da Giovanni Lilliu a Manlio Brigaglia, da Giulio Angioni a Marcello Fois.